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Torna in prima pagina il problema inquinamento che ha raggiunto, proprio in questi giorni, livelli record non solo nelle grandi città ma anche in provincia. Si tratta di un fenomeno nazionale che ci tocca tutti da vicino: basta pensare che ogni anno sono circa 4.000 gli italiani che perdono la vita a causa dell'alta concentrazione nell'aria di agenti inquinanti. Un problema, ma anche una responsabilità per il singolo cittadino e per le grandi realtà industriali. Sono proprio quest'ultime a riconoscere il corretto rapporto tra innovazione tecnologica ed ecologia come un equilibrio in gran parte ancora da costruire e a vedere "lo sviluppo sostenibile" come un traguardo verso il quale tendere. Concetti che Fiam ha sempre dimostrato di non sottovalutare e che nel tempo l'hanno premiata. In tal senso l'azienda ha scelto, anche nei processi produttivi, soluzioni che meglio conciliano le esigenze produttive con la necessità di preservare l'ambiente, sia in termini generali che in relazione al contesto fisico in cui è insediata l'unità produttiva. E non è un caso che, fin dal 1998, Fiam abbia ottenuto la certificazione del suo sistema di Gestione Ambientale secondo la ISO 14001. In particolare, pensando all'aria che tutti noi respiriamo, Fiam ha effettuato due scelte strategiche, riuscendo a ridurre, da anni e in modo drastico, le emissioni in atmosfera e contribuendo, anche se in piccola parte, al miglioramento della qualità dell'aria. La prima scelta fondamentale è stata l'utilizzo di una macchina di lavaggio dei componenti meccanici a ciclo chiuso, dove il solvente utilizzato viene in gran parte riciclato attraverso un apposito condensatore e distillatore: questo ha permesso infatti di far rientrare l'emissione in quella che per legge si definisce "emissione a ridotto inquinamento atmosferico". Il risultato ottenuto viene monitorato e confermato ogni anno anche dalle analisi fumi che Fiam effettua con un laboratorio di fiducia. Sempre nell'ottica di favorire un'aria più respirabile, Fiam ha dismesso il forno con il quale effettuava in sede i trattamenti termici necessari all'indurimento dei componenti metallici: pur essendo una fase sotto controllo, le alte temperature raggiunte dall'olio di raffreddamento dei componenti attivavano dei processi delle molecole dell'idrocarburo base, sprigionando frammenti indicati non come possibili cause di inquinamento, ma di generazione di odori sgradevoli. La decisione di Fiam è stata chiara e assoluta: tutti i trattamenti termici sono stati trasferiti presso un fornitore esterno specializzato, la cui elevata tecnologia non solo garantisce il rispetto dell'ambiente ma anche un miglioramento qualitativo dei trattamenti stessi. Sono esempi concreti che dimostrano come la direzione intrapresa da Fiam verso la ricerca di uno "sviluppo compatibile" si traduca non solo in un vantaggio per l'ambiente ma anche in un miglioramento qualitativo ed economico del sistema azienda.
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