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Novembre 2005 |
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| Primo Piano |
Nuove normative sul tema vibrazioni. Ancora una volta la risposta Fiam è pronta e sicura.
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Una nuova e importante normativa, uscita lo scorso settembre, porta ancora una volta in primo piano il tema ergonomia: argomento importantissimo sul quale Fiam investe da tempo e con successo in termini di ricerca, produzione, formazione, servizio. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 220 del 21/09/2005 è stato infatti pubblicato il D. Lgs. 19/8/2005, n. 187, relativo alla “Attuazione della direttiva 2002/44/CE sulle prescrizioni minime di sicurezza e di salute relative all’esposizione dei lavoratori ai rischi derivanti da vibrazioni meccaniche”. Questo decreto prescrive a tutti i datori di lavoro precisi obblighi di misurazione e valutazione, imponendo pesanti sanzioni in caso di non rispetto della legge e dei “valori di riferimento” in essa definiti. In particolare, per quanto riguarda le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio, l’articolo 3 del Decreto stabilisce che “il valore limite di esposizione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, è fissato a 5 m/s2”, mentre “il valore d'azione giornaliero, normalizzato a un periodo di riferimento di 8 ore, che fa scattare l’azione è fissato a 2,5 m/s2”. La normativa risale a soli due mesi fa, ma l’impegno di Fiam in questa direzione non è nuovo. Da anni infatti, l’azienda sostiene e afferma concretamente il valore della sicurezza sul posto di lavoro: particolarmente significativo risulta dunque, anche alla luce del nuovo decreto, il “servizio di analisi preliminare” del posto di lavoro/avvitatura che Fiam offre ai suoi clienti attraverso la visita dei suoi qualificati Assistenti Tecnici e che permette di individuare e valutare le postazioni da ritenersi “critiche”, evidenziando al contempo le possibili soluzioni. Grazie al diretto intervento del suo partner Ecotarget, Fiam garantisce all’azienda una specifica misurazione secondo le normative vigenti (va sottolineato che Ecotarget è in grado di certificare a norma di legge le misurazioni effettuate). Dopo questa prima fase “valutativa”, il datore di lavoro deve applicare precise misure di prevenzione e protezione che vanno dall’eliminazione dei rischi alla fonte fino all’adeguata informazione e formazione dei lavoratori sull’uso corretto e sicuro delle attrezzature di lavoro. In entrambi i casi Fiam è al fianco del cliente con soluzioni che si confermano all’avanguardia. Dal punto di vista del “prodotto” la risposta al problema vibrazioni è affidata agli avvitatori ad arresto automatico dell’aria, come ad esempio gli innovativi 15C: essi infatti producono vibrazioni inferiori ai livelli di legge, soddisfando pienamente quanto previsto dalla nuova normativa. Per quanto riguarda poi l’aspetto formativo, Fiam si dimostra ancora una volta in prima linea proponendo ai suoi clienti corsi e pacchetti di formazione rivolti a chi effettivamente utilizza gli utensili e a chi organizza il lavoro in fabbrica e realizza le postazioni di avvitatura: strumenti indispensabili che permettono, tra le altre cose, di approfondire i temi della direttiva attraverso lo sviluppo di tematiche quali “l’ergonomia dei posti di lavoro” e “la valutazione dei movimenti ripetitivi”.
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